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Nomi

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Difficile pensare ad un’immagine in grado di comunicare al contempo dolcezza e dolore, vita e morte, in maniera così perfetta. Ho aspettato tre giorni prima di scrivere perché aspettavo di conoscere il loro nome. Avrei voluto sapere come si chiamavano per dar loro almeno la dignità del riconoscimento, per non etichettarli come “i due migranti morti abbracciati nell’ennesimo naufragio nel mar Mediterraneo”. Due fra decine di migliaia, vittime di leggi ingiuste e disumane.

I nomi non sono mai arrivati e allora li saluto così, dando loro due nomi a caso. Il primo lo chiamerò Tommaso, come me, perché se fossi nato in un’altra regione del mondo sarei stato io, uguale a lui. E la seconda persona la chiamerò Laura perché le cose migliori che ho fatto nella mia vita le ho fatte con l’affetto di mia mamma.

Ciao Tommaso, ciao Laura. Io non vi dimentico.

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Cannabis terapeutica: invece di tagliare la spesa sanitaria, iniziamo a tagliare i profitti delle multinazionali

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  Tommaso Fattori

Pregiudizi e ritardo culturale ma soprattutto i profitti stratosferici delle multinazionali farmaceutiche: è questo blocco di ignoranza e d’interessi che impedisce al sistema sanitario nazionale di prescrivere i cannabinoidi agli asmatici, ai tetraplegici, a chi è colpito da sclerosi multipla e dal glaucoma, a chi soffre di dolori cronici ed emicrania, alle persone sieropositive e a chi ha contratto l’epatite C oppure malattie per le quali tutto ciò che la medicina può fare è aiutare a lenire la sofferenza. Ma anche i tantissimi anziani sottoposti per anni a terapie a base di oppiacei e derivati della morfina dovrebbero poter sperimentare i farmaci cannabinoidi, sia nelle case di cura che nelle loro abitazioni.

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Educare a ignorare? Contro il neo­bigottismo

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di Tommaso Fattori

«Non c’è giorno che passa in cui non ci siano genitori costretti a dar battaglia vedendo lesa la loro libertà di educazione (…). Penso all’ultimo episodio di Modena in cui si pretendeva che Vladimir Luxuria entrasse a parlare al liceo classico Muratori senza nemmeno un contraddittorio. Non si può usare la scuola così, come un campo di battaglia ideologico. Oltre al governo quindi tutti dovranno fare un passo in avanti per fermare questa invasione di campo», così il sottosegretario all’istruzione del governo Renzi, il ciellino Gabriele Toccafondi.

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Le Goff e le radici della ricchezza europea: non “purezza” ma mescolanza fra diversi

timthumb.phpIeri é morto Jacques Le Goff, fra i massimi studiosi del Medioevo, uno dei più grandi intellettuali europei che per più di mezzo secolo ha indagato origini e radici dell’Europa. Attraverso i suoi studi ci ha lasciato la consapevolezza di appartenere a un’entità ibrida, meticcia, plasmata sui flussi di idee, uomini e merci che l’hanno percorsa. Un continente nato dalle storie e dalle culture di chi l’ha attraversata, più che definito da rigide frontiere geografiche, tanto che ancora oggi i confini dell’Europa come luogo politico e culturale sono labili e permeabili.

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Contro le donne e il servizio sanitario pubblico: fra coscienza e carta di credito

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«Roma, abortisce da sola nel bagno dell’Ospedale: i medici erano tutti obiettori».

Il Consiglio d’Europa, solo pochi giorni fa, ha denunciato che “a causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza, l’Italia viola i diritti delle donne che intendono interrompere la gravidanza, secondo le condizioni prescritte dalla legge 194”.

In Italia ci sono 8 medici obiettori su 10, apparentemente. In realtà vi è un numero considerevole (e volutamente indeterminato) di medici che sono tormentati obiettori nelle strutture pubbliche e sereni abortisti nelle cliniche private. Insomma, obiettori intermittenti: a seconda che, nella psiche, in plancia di comando ci sia la coscienza religiosa o la carta di credito.

Allo spregio dei diritti delle donne si assomma quindi il boicottaggio del servizio sanitario pubblico (nel quale si è liberamente scelto di lavorare).

Il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza deve essere garantito a tutte le donne, in qualsiasi momento, in ogni ospedale pubblico del paese. Un diritto che in nessun caso può essere subordinato e messo in contrasto con il diritto all’obiezione di coscienza del medico.

Ho rispetto per l’obiezione di coscienza, quella “vera”. Tuttavia ho l’impressione che non basti individuare e perseguire gli obiettori intermittenti o delinquenti, che dir si voglia. E’ tempo di aprire una discussione su come regolare diversamente il settore, ponendoci alcune semplici questioni di base, senza pregiudizi: perchè a tante persone come me – che hanno fatto obiezione di coscienza al servizio militare – è ragionevolmente impedito di fare un concorso per entrare in polizia (e persino nel corpo dei vigili urbani), mentre ad un obiettore antiabortista è consentito fare il ginecologo in un ospedale pubblico? Non propongo certezze, ma domande, per provare ad uscire quanto prima da una situazione indegna di un paese civile.