Categorie
Blog

Educare a ignorare? Contro il neo­bigottismo

same_sex

di Tommaso Fattori

«Non c’è giorno che passa in cui non ci siano genitori costretti a dar battaglia vedendo lesa la loro libertà di educazione (…). Penso all’ultimo episodio di Modena in cui si pretendeva che Vladimir Luxuria entrasse a parlare al liceo classico Muratori senza nemmeno un contraddittorio. Non si può usare la scuola così, come un campo di battaglia ideologico. Oltre al governo quindi tutti dovranno fare un passo in avanti per fermare questa invasione di campo», così il sottosegretario all’istruzione del governo Renzi, il ciellino Gabriele Toccafondi.

Secondo questa logica, dove un transessuale parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola a chi nega questi diritti. Dove un disabile parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola a chi lo discrimina (o magari all’architetto che dissemina i suoi percorsi di barriere architettoniche). Dove una lavoratrice parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola a chi la sfrutta. Dove un immigrato parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola ad un razzista.

Una serie di opuscoli contro omofobia, bullismo e discriminazione, scritti da psicologi ed educatori, destinati agli insegnanti, con il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità, vengono ora bloccati perché giudicati colpevoli di “diffondere nei bambini fin dalla più tenera età preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza fra un padre e una madre” e naturalmente di alimentare “un relativismo che non lascia scampo ad alcun valore”.  Insomma, educare a conoscere e rispettare le differenze, viene considerato diseducativo.

Ma ignorare – e costringere i propri figli ad ignorare – le differenze, significa incoraggiare le mille forme di violenza omofoba, fisica o verbale, che si moltiplicano nelle nostre scuole, nelle nostre strade, nei nostri luoghi di lavoro. Significa calpestare le vite concrete – fondate su un concreto amore – di migliaia di famiglie omosessuali, con le loro concrete esperienze di genitorialità libera e felice.

L’autodeterminazione dell’individuo, la sua libertà di scelta affettiva, sessuale, esistenziale, sono quotidianamente minacciate dal conformismo, dall’autoritarismo, dall’oscurantismo.

Nell’Altra Europa ciascuno e ciascuna è libero di scegliere chi amare. Nell’Altra Europa ciascuno e ciascuna è libero di realizzare la propria personalità. Nell’Altra Europa ciascuno e ciascuna è libero di gestire il proprio corpo, in piena autonomia e consapevolezza. Nell’Altra Europa chiunque ami un figlio o una figlia è genitore. Nell’Altra Europa tutte le famiglie sono uguali. Nell’Altra Europa tutte e tutti hanno gli stessi diritti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *