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ERASMO PERDONACI

erasmoRenzi alla conferenza stampa con Obama affastella di tutto senza dir niente, mescolando italiano (più o meno) e un inglese maccheronico (all’ Alberto Sordi): dal cibo nostrano, allo “shopping” fino a “la mia è la generazione dell’Erasmus”.

Premesso che anch’io ho fatto l’ Erasmus (e da bambino ho pure guardato i cartoni animati), non ne posso più di questa retorica sulla generazione Erasmus #Erasmoperdonaci

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F35

f35In principio ci fu l’onorevole Boccia, che scambiò gli F35 per elicotteri in grado di soccorrere popolazioni in difficoltà: “non si tratta di fare guerre, con gli elicotteri si spengono incendi, trasportano malati, salvano vite umane #F35“.

Adesso ascoltiamo l’ineffabile ministra Pinotti, la quale – con logica così ferrea da ricordare l’argomentare dell’onorevole Razzi – ci illustra la cogente necessità degli F35 per il bene del paese e dell’umanità intera:

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Giornata Mondiale dell’Acqua: fra insopportabile retorica e democrazia negata

di Tommaso Fattori

DSCF32742009: il Comune di Parigi – città simbolo delle multinazionali dell’acqua – avvia la rimunicipalizzazione del servizio idrico. 2010: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dichiara l’accesso all’acqua e ai servizi igienico sanitari un diritto umano. 2011: ventisette milioni di italiani – con il 96% di “sì” – votano contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali e per l’eliminazione dei profitti dalla gestione del servizio idrico.

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La precarietà distrugge la libertà d’informazione

cane giornalidi Tommaso Fattori*

Da qualche giorno circolano sui social network i tariffari di alcuni importanti giornali italiani. Che suscitino sdegno è un buon segno, dato che si tratta di compensi da miseria, ma chiunque abbia dimestichezza con il mondo del giornalismo nell’era della precarietà sa bene che si tratta di tariffe persino “superiori a quelle che riceve la stragrande maggioranza dei giornalisti precari, cioè la stragrande maggioranza dei giornalisti, nella stragrande maggioranza dei giornali locali, cioè nella stragrande maggioranza dei giornali” (Lorenzo Zamponi).

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Contro le donne e il servizio sanitario pubblico: fra coscienza e carta di credito

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«Roma, abortisce da sola nel bagno dell’Ospedale: i medici erano tutti obiettori».

Il Consiglio d’Europa, solo pochi giorni fa, ha denunciato che “a causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza, l’Italia viola i diritti delle donne che intendono interrompere la gravidanza, secondo le condizioni prescritte dalla legge 194”.

In Italia ci sono 8 medici obiettori su 10, apparentemente. In realtà vi è un numero considerevole (e volutamente indeterminato) di medici che sono tormentati obiettori nelle strutture pubbliche e sereni abortisti nelle cliniche private. Insomma, obiettori intermittenti: a seconda che, nella psiche, in plancia di comando ci sia la coscienza religiosa o la carta di credito.

Allo spregio dei diritti delle donne si assomma quindi il boicottaggio del servizio sanitario pubblico (nel quale si è liberamente scelto di lavorare).

Il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza deve essere garantito a tutte le donne, in qualsiasi momento, in ogni ospedale pubblico del paese. Un diritto che in nessun caso può essere subordinato e messo in contrasto con il diritto all’obiezione di coscienza del medico.

Ho rispetto per l’obiezione di coscienza, quella “vera”. Tuttavia ho l’impressione che non basti individuare e perseguire gli obiettori intermittenti o delinquenti, che dir si voglia. E’ tempo di aprire una discussione su come regolare diversamente il settore, ponendoci alcune semplici questioni di base, senza pregiudizi: perchè a tante persone come me – che hanno fatto obiezione di coscienza al servizio militare – è ragionevolmente impedito di fare un concorso per entrare in polizia (e persino nel corpo dei vigili urbani), mentre ad un obiettore antiabortista è consentito fare il ginecologo in un ospedale pubblico? Non propongo certezze, ma domande, per provare ad uscire quanto prima da una situazione indegna di un paese civile.

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Per la prima volta ho deciso di candidarmi

tommaso 1di Tommaso Fattori

Per la prima volta ho deciso di candidarmi, e lo faccio con convinzione.

La Lista Tsipras è oggi l’unico progetto politico alternativo alle “grosse coalizioni” e alla postdemocrazia austeritaria imperante. Postdemocrazia austeritaria significa erosione della democrazia, privatizzazione della sfera politica e di ogni bene materiale e immateriale, ricorso esplicito all’autoritarismo per imporre le distruttive politiche d’austerità.

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UE: L’acqua è un diritto umano

Fattori: “La troika sta obbligando alcuni paesi come la Grecia a svendere i servizi idrici”

di Serafina Lombardo

L’iniziativa dei cittadini europei per l’accesso all’acqua come bene pubblico essenziale è arrivata in Commissione Petizioni. Ne abbiamo parlato con uno degli ambasciatori dell’iniziativa, Tommaso Fattori, tra i fondatori del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, della Rete europea dell’Acqua, nonché fra i primi promotori del Referendum del 2011.

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Thatcher e Blair, Berlusconi e Renzi

di Tommaso Fattori

Una volta domandarono a Margaret Thatcher quale fosse stato il suo più grande successo, lei rispose senza esitazione: “Il New Labour” di Tony Blair.

Se oggi qualcuno domandasse a Silvio Berlusconi quale sia stato il suo più grande successo potrebbe a ragione rispondere: il PD di Matteo Renzi.

La vera vittoria non è quella elettorale: vinci quando l’avversario adotta – senza più residui nè incertezze, in maniera definitiva e “innocente” – il tuo medesimo orizzonte ideologico, il tuo linguaggio, la tua idea di mondo.

Non si tratta solo di una vittoria ideologica, si tratta anche di una compiuta trasformazione antropologica, che mescola istintivo neoliberismo, patologico narcisismo, maschilistico decisionismo ed una concezione orgogliosamente padronale di qualsivoglia soggetto collettivo (partito, istituzione, comunità)

pubblicato su Il Corsaro 

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The European Citizens’ Initiative on Water and ‘Austeritarian’ Post-Democracy

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In times of savage austerity, strategies to privatise public services are multiplying.

In particular, countries dependent on EU ‘aid’ are forced by the Troika to sell off water and other fundamental public utilities, as conditions for receiving EU loan packages. No surprise at similar “shock therapy”: neoliberalism uses the crisis to destroy social rights and privatise the commons – public goods and public services. In other words, austerity policy is an instrument of neoliberalism, and the objective of these policies was the exploitation of the opportunities opened up by the crisis, not the ending of the crisis. What is involved then is the continuing, or rather accelerating, of the redistribution of income, wealth and political power from the bottom to the top that has been taking place since the 1980s: an upside-down redistribution threatened by the sudden crisis and the failure of neoliberal policies.

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Joining forces for another Europe

per joining forces for another euBy Tommaso Fattori

In Europe we are living in particularly dramatic times. Democracy is in death-agony and we are witnessing post-democratic processes taking over at the national and supranational level. EU leaders have further concentrated decision-making power on public and fiscal policies in the hands of an oligarchy of governments, technocrats and the European Central Bank (ECB), which are subject to the dictates of the financial markets. Neoliberalism, the real cause of the crisis, not only is not dead, but it appears to be in perfect health: it uses the crisis to destroy social rights and workers’ rights and to privatise commons, public goods and public services.